Report del percorso di consultazione
1. Contesto e finalità del percorso
Il percorso di consultazione Cantiere Cultura è promosso dal Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta con l’obiettivo di avviare un processo strutturato di ascolto, confronto e messa in valore delle competenze diffuse nel sistema culturale regionale. L’iniziativa nasce dal desiderio di creare le premesse per la definizione di nuove Linee strategiche per il Settore Cultura sulla base di conoscenze, visioni e priorità, costruite a partire dall’esperienza diretta degli operatori e delle comunità.
La consultazione ha inteso riconoscere il ruolo centrale degli attori culturali – istituzioni, enti, associazioni, imprese, professionisti, gruppi informali e volontariato – quali soggetti attivi nella produzione di cultura, nella cura del patrimonio, nella costruzione di relazioni sociali e nella generazione di benessere. La cultura emerge, in tutti i contributi raccolti, come infrastruttura immateriale fondamentale per la coesione sociale, l’identità territoriale, l’educazione, lo sviluppo economico e la qualità della vita.
2. Articolazione del percorso
Tra ottobre e novembre 2025 il percorso si è articolato in una pluralità di momenti di confronto, progettati per garantire una rappresentanza ampia e diversificata dei territori e delle tipologie di attori coinvolti:
- quattro tavoli territoriali (Media Valle 18 ottobre 2025, Aosta 29 ottobre 2025, Alta Valle 7 novembre 2025, Bassa Valle 8 novembre 2025), dedicati agli operatori culturali attivi nei diversi contesti geografici caratterizzati da specificità demografiche, sociali e infrastrutturali differenti;
- un tavolo trasversale (Aosta, 21 novembre 2025), rivolto ad attori strategici e di secondo livello, con l’obiettivo di rielaborare in chiave sistemica e regionale le istanze emerse nei tavoli territoriali;
- una raccolta di contributi online, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione e di integrare il quadro delle riflessioni con ulteriori proposte e segnalazioni.
3. Metodo di lavoro
Tutti gli incontri in presenza sono stati condotti con una metodologia partecipativa, orientata a favorire il coinvolgimento attivo e il confronto paritario tra i partecipanti.
Il metodo ha previsto:
- l’utilizzo di canvas tematici, strutturati in domande guida comuni;
- sessioni di brainstorming strutturato in sottogruppi di lavoro;
- momenti di restituzione e integrazione in plenaria.
Questo approccio ha permesso di far emergere sia elementi di convergenza trasversale sia differenze di prospettiva legate alle specificità territoriali, favorendo una lettura complessa e articolata del sistema culturale regionale.
4. Il presente report
Il report Cantiere Cultura sistematizza e integra tutti i contributi raccolti, organizzandoli in una struttura tematica coerente.
Il documento:
- valorizza gli spunti emersi dai diversi tavoli e dalla consultazione online;
- accorpa le istanze comuni;
- segnala, per ciascun ambito territoriale (Aosta, Bassa Valle, Media Valle, Alta Valle), eventuali specificità;
- restituisce indicazioni utili per la redazione delle nuove Linee strategiche regionali del Settore Cultura.
Abstract
Il capitolo approfondisce i principali elementi strutturali che orientano l’azione culturale regionale: visione strategica, programmazione, governance, sostenibilità, comunicazione e valutazione dell’impatto. Si converge sulla necessità di superare la frammentazione dell’offerta e delle politiche, adottando un approccio sistemico e di lungo periodo. La cultura è riconosciuta come leva trasversale di sviluppo territoriale, coesione sociale e benessere, che richiede strumenti di coordinamento, criteri condivisi e una maggiore integrazione tra livelli istituzionali e attori del territorio.
Questioni generali
Emerge con forza l’esigenza di una visione strategica della cultura capace di andare oltre la somma di singole iniziative o settori. Tale visione è chiamata a definire il come e il perché dell’azione pubblica in ambito culturale, senza interferire con le poetiche, le libertà espressive e le specificità progettuali degli operatori.
La Valle d’Aosta è descritta come un territorio di identità plurali, caratterizzato da una stratificazione di patrimoni, lingue, culture e pratiche (“valdostanità” al plurale). Questa pluralità rappresenta un punto di forza ma richiede una narrazione aggiornata e dinamica, capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, evitando sia la musealizzazione dell’identità, sia derive folkloristiche o esclusivamente turistiche.
Un tema ricorrente è la criticità dell’iper-calendarizzazione e della concentrazione temporale e territoriale dell’offerta culturale. In particolare:
- ad Aosta e in Bassa Valle si segnala il rischio di “eventificio”, con sovrapposizioni che saturano il pubblico locale;
- in Media e Alta Valle emerge invece l’esigenza di una maggiore continuità e riconoscimento delle iniziative diffuse nel corso dell’anno.
La mancanza di una programmazione coordinata nel tempo e nello spazio genera squilibri, riduce l’efficacia degli investimenti pubblici e limita la capacità della cultura di incidere in modo duraturo sulle comunità.
Proposte concrete
- Definire le Linee strategiche regionali come cornice di orientamento e indirizzo, capaci di esplicitare priorità, criteri e obiettivi dell’azione pubblica senza entrare nel merito delle scelte artistiche.
- Promuovere una programmazione culturale distribuita nel tempo, incentivando la destagionalizzazione e la continuità dell’offerta lungo tutto l’arco dell’anno.
- Favorire percorsi culturali tematici e pluriennali, capaci di generare approfondimento e ricadute durature, in alternativa a eventi isolati.
- Adottare una pianificazione per aree territoriali omogenee (Aosta, Bassa, Media, Alta Valle), calibrando strumenti e risorse in modo differenziato.
Questioni generali
Il tema della governance culturale emerge come uno dei nodi più importanti. Si rileva una frammentazione sia verticale (tra Regione, enti locali e altri livelli istituzionali) sia orizzontale (tra assessorati, settori e ambiti di intervento), che genera sovrapposizioni, inefficienze e difficoltà di coordinamento.
La richiesta di “fare rete” è condivisa trasversalmente, ma accompagnata dalla consapevolezza delle sue complessità operative. Si evidenzia il rischio che nuove strutture dedicate possano trasformarsi in ulteriori livelli burocratici, allontanando i micro-operatori culturali.
La cultura è tuttavia riconosciuta come possibile elemento di connessione tra ambiti diversi (educazione, turismo, sociale, ambiente), purché vengano esplicitati chiaramente ruoli e responsabilità.
Proposte concrete
- Istituire un Coordinamento di Cantiere Cultura come spazio stabile di raccordo e indirizzo, valorizzando enti intermedi già esistenti.
- Sviluppare strumenti digitali condivisi per la programmazione e la collaborazione, evitando nuove sovrastrutture organizzative.
- Creare un calendario culturale unico regionale, accessibile e costantemente aggiornato, per favorire coordinamento e complementarità.
- Attivare tavoli permanenti di co-progettazione, in particolare sui grandi eventi e sui progetti cardine, coinvolgendo gli attori fin dalle fasi iniziali.
Questioni generali
Emerge una visione della sostenibilità culturale come dimensione complessa e multilivello, che attraversa aspetti territoriali, sociali, ambientali, educativi, economici e professionali. La cultura è riconosciuta come investimento strategico in grado di produrre benefici diffusi e di lungo periodo, incidendo sul benessere individuale e collettivo, sulla coesione delle comunità e sulla qualità dello sviluppo territoriale.
È ricorrente la consapevolezza che il sistema culturale valdostano si regga su un equilibrio fragile tra professionalità riconosciute e volontariato. In particolare nelle valli laterali il contributo del volontariato è essenziale per garantire la sopravvivenza di piccoli presìdi culturali e di iniziative diffuse, ma viene sottolineato come tale apporto non possa sostituire in modo strutturale il lavoro culturale qualificato. Parallelamente, in contesti più strutturati (Aosta e Media Valle) emerge la difficoltà di garantire continuità economica e professionale agli operatori culturali.
Si segnala inoltre una frammentazione degli strumenti di finanziamento pubblico, spesso poco coordinati tra loro e non sempre in grado di sostenere in modo integrato iniziative che agiscono contemporaneamente su più dimensioni (ad esempio cultura, accessibilità, educazione). Sul piano educativo, è ampiamente condivisa l’esigenza di rafforzare il legame tra politiche culturali e sistema scolastico, riconoscendo alla cultura un ruolo strutturale nei processi di apprendimento e di formazione delle nuove generazioni.
Proposte concrete
- Rivedere e coordinare gli strumenti di finanziamento pubblico in ambito culturale, favorendo la complementarità tra le diverse linee di sostegno e superando logiche frammentarie o penalizzanti per i progetti complessi.
- Riconoscere e valorizzare in modo esplicito le competenze professionali del settore culturale, investendo nella formazione continua, nel rafforzamento delle professionalità interne alle istituzioni e nella riduzione dell’esternalizzazione impropria.
- Sostenere il volontariato culturale attraverso percorsi di formazione e accompagnamento, evitando che esso venga utilizzato in sostituzione del lavoro professionale.
- Rafforzare l’integrazione tra politiche culturali ed educative, promuovendo sinergie strutturate con il sistema scolastico e con gli enti di formazione.
- Favorire l’attrazione di investimenti privati attraverso un quadro normativo chiaro e condiviso per l’utilizzo dei beni culturali, garantendo equilibrio tra tutela, accesso pubblico e sostenibilità economica.
Questioni generali
La comunicazione e il raggiungimento del pubblico locale emergono come nodi strategici per l’efficacia delle politiche culturali. Si converge nel segnalare una difficoltà strutturale nel coinvolgere i residenti, che spesso percepiscono il patrimonio culturale come scontato o distante dalla propria quotidianità. Questa criticità è particolarmente evidente ad Aosta, dove la concentrazione di offerta non si traduce automaticamente in partecipazione, ma è presente anche nei territori più periferici, dove la frammentazione informativa limita la visibilità delle iniziative.
Si evidenzia una comunicazione spesso dispersa su canali molteplici e non coordinati, con linguaggi talvolta omologati o poco attenti ai diversi target di pubblico. In questo quadro, assume rilievo il concetto di welfare culturale, inteso come capacità della cultura di contribuire al benessere, alla salute e alla qualità della vita delle persone, andando oltre la logica dell’evento e dell’intrattenimento.
Emerge inoltre la necessità di costruire narrazioni inclusive, capaci di rafforzare il senso di appartenenza e di coinvolgere pubblici diversi: giovani, nuovi residenti, seconde generazioni, persone che non si avvicinano spontaneamente all’offerta culturale. È ribadito che il digitale rappresenta uno strumento fondamentale, ma non sostitutivo della relazione umana e della mediazione culturale.
Proposte concrete
- Sviluppare un portale unico regionale dedicato alla cultura, concepito come punto di accesso centrale e riconoscibile per cittadini, operatori e visitatori, in grado di restituire una visione complessiva dell’offerta.
- Adottare una strategia di comunicazione multicanale che integri strumenti digitali e cartacei, modulando linguaggi e contenuti in funzione dei diversi pubblici e dei contesti territoriali.
- Rafforzare la collaborazione con il Terzo settore e con ambiti non strettamente culturali per intercettare pubblici non spontanei e ampliare la partecipazione.
- Investire nella costruzione di narrazioni culturali orientate al senso di appartenenza e alla valorizzazione del patrimonio come bene comune quotidiano.
- Promuovere analisi sui consumi culturali e sui comportamenti della popolazione, al fine di orientare in modo più efficace le politiche di comunicazione e coinvolgimento.
Questioni generali
La valutazione dell’impatto culturale è indicata come uno degli strumenti chiave per migliorare la qualità delle politiche pubbliche e per rafforzare la trasparenza e la credibilità del sistema culturale. Si converge nel criticare un approccio basato esclusivamente su indicatori quantitativi, come il numero di eventi o di presenze, ritenuti insufficienti a misurare il reale valore delle iniziative culturali.
È condivisa l’esigenza di orientare la valutazione verso le ricadute sul territorio e sulle comunità nel medio-lungo periodo, ponendo l’attenzione su ciò che “rimane” a conclusione di un progetto: relazioni attivate, competenze sviluppate, capitale culturale generato. La valutazione è inoltre riconosciuta come strumento capace di orientare la progettazione stessa, riducendo il rischio di discrezionalità e favorendo una maggiore qualità dell’offerta.
Si segnalano criticità legate alla cumulabilità dei finanziamenti e alla mancanza di criteri differenziati in base alla maturità dei progetti, elementi che possono penalizzare iniziative di valore o scoraggiare percorsi di crescita nel tempo.
Proposte concrete
- Definire criteri di valutazione condivisi e trasparenti, in grado di orientare la progettazione e la selezione delle iniziative fin dalle fasi iniziali.
- Introdurre parametri differenziati in base alla storicità dei progetti, riconoscendo fasi di avvio, consolidamento e maturità e adattando di conseguenza le aspettative.
- Adottare un approccio di valutazione evolutiva, orientato alla ricaduta duratura nel tempo e alla capitalizzazione dei risultati.
- Integrare la valutazione con sistemi di monitoraggio di medio-lungo periodo, capaci di restituire l’impatto reale delle politiche culturali sulle comunità e sui territori.
Indicazioni di lavoro
Le Linee strategiche del Settore Cultura potranno fondarsi su una visione di lungo periodo, su strumenti di governance condivisa e su un approccio integrato alla sostenibilità e alla valutazione. Ciò implica la necessità di rafforzare il ruolo della Regione come soggetto facilitatore e regolatore, investendo in coordinamento, criteri chiari e strumenti capaci di rendere la cultura un asse strutturale dello sviluppo regionale, in grado di generare valore pubblico, coesione territoriale e benessere duraturo.
Abstract
Il capitolo restituisce una lettura sistemica delle risorse culturali della Valle d’Aosta, mettendo in relazione patrimonio materiale e immateriale, comunità, capitale umano e infrastrutture culturali. Dalle fonti emerge un territorio straordinariamente ricco e diversificato, caratterizzato da un patrimonio diffuso e da un forte protagonismo delle comunità locali. Al tempo stesso, si evidenziano criticità legate alla frammentazione, alla sovrapposizione dell’offerta e alla difficoltà di mettere a sistema risorse e competenze in modo coordinato ed equo tra i territori.
Quadro generale
La Valle d’Aosta è riconosciuta come un territorio eccezionalmente ricco di patrimonio culturale materiale, sia per la qualità dei grandi attrattori (castelli, siti archeologici, musei) sia per la presenza di un patrimonio diffuso capillarmente nei comuni e nelle vallate laterali. Castelli, architetture rurali, cappelle, acquedotti storici, mulini, percorsi storici e infrastrutture tradizionali costituiscono una rete di beni che contribuisce in modo determinante alla costruzione del paesaggio culturale regionale.
Accanto ai beni monumentali, si sottolinea il ruolo strategico delle infrastrutture culturali di prossimità, in particolare il sistema bibliotecario regionale, riconosciuto come uno dei principali punti di forza del territorio. Le biblioteche sono percepite non solo come luoghi di conservazione, ma come spazi di aggregazione, educazione permanente e costruzione di comunità.
Specificità territoriali
- ad Aosta si concentra una quota rilevante di grandi attrattori e istituzioni culturali, con il rischio di una polarizzazione dell’offerta;
- in Media e Alta Valle il patrimonio diffuso (castelli minori, architetture rurali, cappelle, infrastrutture storiche) rappresenta un elemento identitario centrale;
- in Bassa Valle emerge in modo ricorrente il tema della fruibilità di beni restaurati ma non sempre accessibili al pubblico.
Criticità ricorrenti
La frammentazione dei siti, le difficoltà di accesso fisico e la gestione spesso non coordinata limitano la piena valorizzazione del patrimonio. In assenza di strategie strutturate di messa in rete, il rischio è quello di investimenti puntuali poco integrati e di una concentrazione dell’attenzione su pochi attrattori principali.
Proposte concrete
Emerge la necessità di rafforzare strategie di valorizzazione sistemica del patrimonio materiale, promuovendo reti tra beni, territori e istituzioni. Si suggerisce di migliorare l’accessibilità fisica e informativa dei siti, anche attraverso un coordinamento più stretto con le politiche di mobilità e di segnaletica. Viene inoltre proposta una maggiore valorizzazione delle infrastrutture culturali di prossimità – in particolare le biblioteche – come nodi di connessione tra patrimonio, comunità e territorio, capaci di sostenere una fruizione continuativa e diffusa.
Quadro generale
Il patrimonio culturale immateriale è riconosciuto come elemento identitario centrale del territorio valdostano. Tradizioni, saperi, pratiche sociali, feste, riti, enogastronomia, musica, artigianato e memoria orale costituiscono un patrimonio vivo, strettamente intrecciato con la storia e con le comunità locali.
La pluralità linguistica – francese, francoprovenzale, walser – è riconosciuta come una risorsa strategica trasversale, capace di collocare la Valle d’Aosta in una dimensione europea e internazionale. Tale pluralità è percepita come un valore distintivo che richiede politiche culturali attente all’equilibrio tra tutela, valorizzazione e attualizzazione, e strumenti normativi e finanziari dedicati.
Specificità territoriali
- in Alta Valle e Media Valle è particolarmente forte il legame tra patrimonio immateriale, memoria e trasmissione intergenerazionale;
- ad Aosta emerge con maggiore evidenza la sfida dell’inclusione dei nuovi residenti e delle seconde generazioni nelle narrazioni identitarie;
- in Bassa Valle le tradizioni sono spesso legate a eventi comunitari e a pratiche di socialità condivisa.
Criticità ricorrenti
Viene segnalato il rischio di una progressiva perdita della memoria e dei saperi orali, soprattutto in assenza di strategie strutturate di raccolta, archiviazione e trasmissione. È inoltre evidenziata la difficoltà di evitare rappresentazioni stereotipate o meramente folkloristiche delle tradizioni, scollegate dalla vita contemporanea delle comunità.
Proposte concrete
Viene riportata la necessità di sostenere processi di documentazione, trasmissione e attualizzazione del patrimonio immateriale, valorizzando il ruolo attivo delle comunità locali e delle associazioni. Si suggerisce di integrare in modo più strutturato lingue e tradizioni nei percorsi educativi e culturali, evitando approcci esclusivamente celebrativi e favorendo invece pratiche vive, partecipate e intergenerazionali.
Quadro generale
Le comunità locali sono riconosciute come uno dei principali asset del sistema culturale valdostano. La cultura è descritta come patrimonio collettivo e come strumento di costruzione di legami, benessere e senso di appartenenza. Il volontariato culturale svolge un ruolo fondamentale, in particolare nelle aree più periferiche e nelle vallate laterali, contribuendo alla tenuta del sistema culturale diffuso.
Accanto al volontariato, si evidenza la presenza di un capitale umano qualificato, composto da professionisti, operatori culturali, studiosi, artisti e artigiani. Questo patrimonio di competenze rappresenta una risorsa strategica, ma non sempre adeguatamente riconosciuta e valorizzata.
Specificità territoriali
- in Media e Alta Valle il volontariato è spesso indispensabile per la sopravvivenza delle iniziative culturali locali;
- ad Aosta si concentra una maggiore densità di competenze professionali, ma emerge una percezione di distanza tra istituzioni e micro-operatori;
- in Bassa Valle le reti associative svolgono una funzione di presidio culturale di prossimità.
Criticità ricorrenti
È condivisa la preoccupazione che la cultura non possa reggersi esclusivamente sul volontariato. Le difficoltà burocratiche, amministrative e fiscali gravano in modo particolare sulle piccole associazioni, rischiando di indebolire il tessuto culturale locale e di scoraggiare l’impegno continuativo.
Proposte concrete
Si suggerisce la necessità di rafforzare strumenti di accompagnamento e supporto alle associazioni e ai micro-operatori, in particolare sul piano amministrativo, gestionale e normativo. È inoltre proposta una maggiore valorizzazione del capitale umano presente sul territorio, favorendo occasioni di riconoscimento, formazione continua e messa in rete delle competenze, anche per contrastare la dispersione e la fuga di professionalità.
Quadro generale
La partecipazione culturale è letta come indicatore di vitalità comunitaria e di benessere: la cultura può rafforzare il senso di appartenenza, favorire l’inclusione e attivare processi di cittadinanza attiva. Al tempo stesso, emerge una scarsa conoscenza del patrimonio da parte dei residenti, che spesso tendono a dare per scontata l’offerta culturale disponibile.
Specificità territoriali
- ad Aosta è particolarmente sentita la sfida di coinvolgere pubblici eterogenei e multiculturali;
- nelle valli la cultura è più direttamente intrecciata alla vita comunitaria, ma rischia di rimanere poco visibile al di fuori dei contesti locali.
Criticità ricorrenti
La frammentazione della comunicazione e la sovrapposizione degli eventi limitano la partecipazione e riducono la capacità delle iniziative culturali di generare un impatto duraturo sulle comunità.
Proposte concrete
Si suggerisce di investire in azioni di coinvolgimento continuativo dei residenti, rafforzando il legame tra cultura, scuola e comunità educante. È inoltre indicata l’opportunità di sviluppare strumenti e pratiche capaci di rendere la cultura più accessibile e riconoscibile come parte integrante della vita quotidiana, favorendo una partecipazione più consapevole e diffusa.
Indicazioni di lavoro
Il patrimonio culturale della Valle d’Aosta non è costituito esclusivamente da beni e luoghi, ma da un sistema complesso che intreccia risorse materiali, patrimoni immateriali, comunità e capitale umano. La sfida principale consiste nel passare da una logica di valorizzazione puntuale a una strategia di sistema, capace di mettere in rete i patrimoni diffusi, sostenere le comunità locali e riconoscere il valore del lavoro culturale. Investire sulle infrastrutture di prossimità, sulle competenze e sulla partecipazione delle comunità significa rafforzare la resilienza e la coesione del sistema culturale regionale nel lungo periodo.
Abstract
Il capitolo affronta i temi dello sviluppo e dell’innovazione culturale a partire dalle visioni espresse dagli attori coinvolti nel percorso di consultazione. Emerge una forte attenzione alla qualità, all’autenticità e alla coerenza territoriale dei progetti, insieme alla necessità di sostenere la sperimentazione, il lavoro culturale e la capacità del sistema di immaginare traiettorie di crescita di medio-lungo periodo. L’innovazione è intesa non come rottura, ma come evoluzione consapevole del patrimonio culturale e delle pratiche esistenti.
Quadro generale
Si concorda nel sottolineare come lo sviluppo culturale della Valle d’Aosta debba fondarsi su autenticità, qualità e coerenza con il contesto territoriale. È diffusa la preoccupazione che modelli culturali standardizzati o importati dall’esterno possano indebolire l’identità locale, riducendo la cultura a prodotto o intrattenimento.
Allo stesso tempo, emerge una forte domanda di sperimentazione, intesa come capacità di rinnovare linguaggi, formati e pratiche, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità. L’innovazione culturale è letta come processo graduale, che richiede tempo, fiducia e margini di rischio, piuttosto che come semplice introduzione di novità.
Specificità territoriali
- ad Aosta si concentra una maggiore offerta di sperimentazione e di linguaggi contemporanei, ma anche il rischio di una distanza dal pubblico locale;
- in Media e Alta Valle l’innovazione culturale si sviluppa soprattutto attraverso la reinterpretazione del patrimonio e delle tradizioni, in forme sperimentali fortemente legate ai territori e alle comunità.
- in Bassa Valle emerge l’interesse per progetti capaci di valorizzare identità locali senza snaturarle.
Criticità ricorrenti
Si segnala una difficoltà strutturale nel sostenere progetti sperimentali, spesso penalizzati da criteri di finanziamento orientati alla certezza del risultato e alla misurabilità immediata. È inoltre evidenziato il rischio di confondere la qualità con la mera visibilità o con il successo di pubblico.
Proposte concrete
Si propone l'introduzione di strumenti di sostegno dedicati alla sperimentazione culturale, con criteri di valutazione adeguati alla natura processuale dei progetti. Occorre riconoscere tempi lunghi di sviluppo e favorire contesti protetti di prova e di errore. Si suggerisce l’opportunità di valorizzare pratiche di innovazione radicate nel territorio, capaci di connettere patrimonio, comunità e nuovi linguaggi.
Quadro generale
Il tema del lavoro culturale emerge come centrale nelle riflessioni sullo sviluppo futuro del settore. La qualità e la sostenibilità delle politiche culturali sono strettamente legate al riconoscimento delle professionalità coinvolte: operatori, artisti, curatori, educatori, tecnici, mediatori culturali.
È condivisa la consapevolezza che il sistema culturale valdostano si regga su un equilibrio fragile, caratterizzato da discontinuità lavorativa, precarietà e difficoltà di accesso a percorsi professionali strutturati, soprattutto per le giovani generazioni.
Specificità territoriali
- ad Aosta si concentra una maggiore offerta di opportunità professionali, ma anche una forte competizione;
- nelle valli emergono maggiori difficoltà di accesso al lavoro culturale strutturato, con un ricorso più frequente a forme informali o volontarie;
- in Media Valle è segnalata l’esigenza di rafforzare competenze intermedie e di coordinamento.
Criticità ricorrenti
Mancano percorsi di crescita professionale e di riconoscimento delle competenze, e risulta difficoltoso trattenere talenti sul territorio. Si segnala una scarsa integrazione tra politiche culturali e politiche del lavoro.
Proposte concrete
Si suggerisce la necessità di investire in politiche di sviluppo delle competenze culturali, promuovendo formazione continua, scambio di buone pratiche e percorsi di accompagnamento professionale. Si potrebbe rafforzare il riconoscimento del lavoro culturale nei meccanismi di finanziamento e favorire forme di collaborazione stabile tra istituzioni e operatori, anche per contrastare la precarietà.
Quadro generale
Accanto a interventi diffusi e di prossimità, si richiama l’importanza di sviluppare visioni culturali di ampio respiro, capaci di orientare il sistema nel lungo periodo. I grandi progetti sono intesi non come eventi isolati, ma come traiettorie capaci di generare senso, riconoscibilità e ricadute durature.
Tali visioni sono spesso associate alla capacità di raccontare la Valle d’Aosta in modo contemporaneo, evitando narrazioni stereotipate e valorizzando la complessità del territorio.
Specificità territoriali
- ad Aosta emerge il ruolo di possibile polo di coordinamento e di sperimentazione;
- nelle valli è forte l’attenzione a evitare dinamiche centralizzanti e a garantire ricadute diffuse;
- in Bassa Valle è segnalato il potenziale di progetti interterritoriali.
Criticità ricorrenti
Si evidenza il rischio che i grandi progetti restino scollegati dal tessuto locale o concentrino risorse in modo squilibrato. Inoltre è difficile mantenere continuità nel tempo senza una chiara visione strategica.
Proposte concrete
Si propone la definizione di pochi progetti culturali cardine, coerenti con le Linee strategiche regionali, capaci di attivare reti territoriali e di generare ricadute strutturali. Tali progetti possono essere attivati attraverso processi di co-progettazione e andrebbero valutati in base alla loro capacità di produrre valore nel tempo, più che in termini di successo immediato.
Indicazioni di lavoro
Il Capitolo 3 evidenzia come lo sviluppo culturale della Valle d’Aosta richieda un equilibrio tra continuità e innovazione, qualità e sperimentazione, radicamento territoriale e visione di lungo periodo. Ciò implica creare condizioni favorevoli allo sviluppo di progetti autentici e innovativi, sostenere il lavoro culturale e investire in visioni capaci di orientare il sistema oltre l’orizzonte dell’evento e della singola annualità.
Abstract
Il capitolo affronta le condizioni necessarie per ampliare la partecipazione culturale in Valle d’Aosta, riducendo barriere fisiche, sociali, economiche e simboliche. Emerge una forte attenzione al coinvolgimento dei pubblici locali, in particolare giovani, famiglie e nuovi residenti, e al ruolo della digitalizzazione come strumento di supporto alla relazione con la cultura. L’accessibilità è intesa in senso ampio, come diritto di accesso alla cultura e come leva per rafforzare coesione sociale e benessere.
Quadro generale
Il coinvolgimento dei pubblici è indicato come una delle principali sfide del sistema culturale regionale. Si segnala una difficoltà diffusa nel raggiungere in modo continuativo i residenti, in particolare i giovani e le fasce di popolazione che non partecipano spontaneamente alle attività culturali. La scuola emerge come interlocutore strategico, ma non sempre pienamente integrato nelle politiche culturali.
È condivisa l’idea che il pubblico non debba essere considerato come semplice destinatario, ma come soggetto attivo, da coinvolgere attraverso percorsi di mediazione, educazione e partecipazione continuativa.
Specificità territoriali
- ad Aosta la presenza di un pubblico potenzialmente ampio e diversificato non si traduce automaticamente in partecipazione stabile;
- nelle valli il rapporto tra cultura e comunità è spesso più diretto, ma fortemente dipendente da iniziative locali e da singole figure di riferimento;
- in Media Valle emerge l’esigenza di rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali e sistema scolastico.
Criticità ricorrenti
Si segnala una frammentazione delle iniziative rivolte ai giovani e alle scuole, spesso legate a progetti episodici. È inoltre evidenziata una carenza di figure dedicate alla mediazione culturale e all’educazione ai linguaggi artistici contemporanei.
Proposte concrete
Si propone una maggiore integrazione strutturale tra politiche culturali e politiche educative, rafforzando la collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado. Investire in percorsi di educazione culturale continuativi, capaci di accompagnare bambini e giovani nel tempo, e di sostenere figure di mediazione culturale in grado di facilitare l’incontro tra istituzioni, operatori e pubblici.
Quadro generale
L’accessibilità è riconosciuta come condizione essenziale per una reale partecipazione culturale. Non riguarda solo l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma comprende aspetti economici, geografici e organizzativi. In un territorio montano come la Valle d’Aosta, la distanza fisica e la mobilità rappresentano fattori particolarmente rilevanti.
Si sottolinea infatti come l’accesso alla cultura sia spesso condizionato dalla disponibilità di mezzi di trasporto, dagli orari delle attività e dai costi di partecipazione.
Specificità territoriali
- nelle valli laterali la distanza dai principali poli culturali rappresenta una barriera significativa;
- ad Aosta l’accessibilità fisica è generalmente maggiore, ma permangono barriere economiche e percezioni di distanza culturale che limitano la partecipazione di alcuni pubblici;
- in Bassa Valle emerge l’esigenza di rafforzare collegamenti e circuiti di fruizione intercomunali.
Criticità ricorrenti
Si evidenza una scarsa integrazione tra politiche culturali e politiche della mobilità, nonché una limitata attenzione all’accessibilità economica per alcune fasce di popolazione. È inoltre segnalata una disomogeneità nell’accessibilità dei luoghi culturali.
Proposte concrete
Si propone di rafforzare il coordinamento tra politiche culturali e politiche di mobilità, favorendo soluzioni che facilitino la fruizione dei luoghi culturali. Sviluppare strumenti di accesso agevolato e di promuovere una distribuzione più equilibrata dell’offerta sul territorio, anche attraverso iniziative itineranti o diffuse.
Quadro generale
La digitalizzazione è riconosciuta come una leva importante per ampliare l’accesso e la visibilità dell’offerta culturale, ma non come sostituto dell’esperienza in presenza. Il digitale è quindi innanzitutto strumento a supporto della relazione, della comunicazione e della mediazione culturale.
Infine il digitale è un’opportunità per superare alcune barriere territoriali e per coinvolgere nuovi pubblici, purché sia utilizzato in modo coerente e integrato.
Specificità territoriali
- ad Aosta è maggiore la sperimentazione di strumenti digitali e di comunicazione online;
- nelle valli il digitale è percepito come opportunità, ma anche come ambito che richiede competenze specifiche e accompagnamento;
- in Media Valle emerge l’esigenza di strumenti condivisi e coordinati.
Criticità ricorrenti
Si evidenzia una frammentazione degli strumenti digitali e una disomogeneità nelle competenze, che rischiano di ridurre l’efficacia delle iniziative. Esiste inoltre il rischio di un uso del digitale orientato solo alla promozione, senza una reale strategia di coinvolgimento.
Proposte concrete
Si propone la definizione di strumenti digitali condivisi a livello regionale, capaci di supportare comunicazione, coordinamento e accesso all’offerta culturale. Si suggerisce di investire nello sviluppo delle competenze digitali degli operatori culturali e di promuovere un uso del digitale orientato alla relazione, alla mediazione e alla partecipazione, piuttosto che alla sola visibilità.
Indicazioni di lavoro
Il Capitolo 4 evidenzia come il coinvolgimento dei pubblici e l’accessibilità rappresentino condizioni imprescindibili per la sostenibilità delle politiche culturali. Ciò implica assumere l’accesso alla cultura come diritto e come investimento sociale, rafforzando l’integrazione tra politiche culturali, educative, sociali e della mobilità. La digitalizzazione, se orientata alla relazione e accompagnata da adeguate competenze, può diventare uno strumento strategico per ampliare la partecipazione e ridurre le disuguaglianze territoriali.
Abstract
Il capitolo analizza il ruolo dell’intersettorialità come leva strategica per lo sviluppo culturale della Valle d’Aosta. Emerge una forte consapevolezza del valore delle alleanze tra cultura, natura, turismo, welfare, educazione e sviluppo locale, purché tali intrecci siano costruiti in modo equilibrato e rispettoso delle specificità dei diversi ambiti. La cultura è riconosciuta come elemento capace di connettere politiche e territori, evitando approcci sbilanciati o meramente strumentali.
Quadro generale
La cultura interagisce in modo strutturale con numerosi altri ambiti di policy: turismo, ambiente, educazione, politiche sociali, sviluppo economico e coesione territoriale. Questa trasversalità è percepita come una grande opportunità, ma anche come una sfida complessa sul piano della governance.
È condivisa la consapevolezza che l’intersettorialità non possa essere affidata a iniziative sporadiche, ma richieda strumenti di coprogrammazione, coordinamento e visione condivisa. La cultura è vista come possibile “ponte” tra settori, a condizione che non venga subordinata o ridotta a funzione accessoria.
Specificità territoriali
- ad Aosta emerge il potenziale di integrazione tra politiche culturali, turistiche e sociali, ma anche il rischio di sovrapposizioni e frammentazioni istituzionali;
- in Media e Alta Valle l’intersettorialità è spesso praticata in modo informale, attraverso reti locali e collaborazioni di prossimità;
- in Bassa Valle è segnalata l’importanza di rafforzare il coordinamento tra enti e territori limitrofi.
Criticità ricorrenti
Si segnala una debolezza strutturale degli strumenti di coordinamento intersettoriale e una difficoltà nel superare le logiche a silos tra assessorati e ambiti amministrativi. È inoltre evidenziato il rischio di caricare la cultura di funzioni che esulano dalle sue competenze, senza adeguate risorse e strumenti.
Proposte concrete
Si propone l’attivazione di strumenti stabili di coprogrammazione intersettoriale, capaci di mettere in dialogo politiche culturali, turistiche, educative, sociali e ambientali. Si suggerisce di chiarire ruoli e responsabilità dei diversi attori coinvolti, evitando sovrapposizioni, e di riconoscere alla cultura un ruolo paritario nei processi decisionali, non meramente strumentale.
Quadro generale
Il legame tra cultura e natura emerge come uno dei tratti distintivi della Valle d’Aosta. Il paesaggio è riconosciuto non solo come risorsa ambientale, ma come esito di un lungo rapporto tra comunità, pratiche produttive e territorio.
Progetti che intrecciano patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, hanno un grande potenziale perché possono rafforzare il senso di appartenenza e promuovere una fruizione consapevole e sostenibile del territorio.
Specificità territoriali
- in Alta Valle il rapporto tra cultura e natura è particolarmente evidente e identitario;
- in Media Valle emergono esperienze di valorizzazione integrata di percorsi, siti e paesaggi culturali;
- in Bassa Valle il paesaggio culturale è spesso legato a pratiche agricole, artigianali ed enogastronomiche.
Criticità ricorrenti
Si segnala il rischio di una valorizzazione del paesaggio orientata esclusivamente alla fruizione turistica, con conseguente perdita di significato culturale. È inoltre evidenziata una difficoltà di coordinamento tra politiche culturali e politiche ambientali.
Proposte concrete
Si suggerisce di promuovere progetti integrati di valorizzazione del paesaggio culturale, fondati sul coinvolgimento delle comunità locali e sul rispetto degli equilibri ambientali. Diventa fondamentale rafforzare la collaborazione tra enti culturali e ambientali, favorendo una narrazione del territorio che unisca dimensione culturale, storica e naturale.
Quadro generale
Il rapporto tra cultura e turismo è affrontato con un approccio critico e consapevole. La cultura è riconosciuta come risorsa strategica per l’attrattività turistica, ma viene ribadita la necessità di evitare una sua riduzione a prodotto di consumo.
È condivisa l’esigenza di costruire un turismo culturale sostenibile, capace di generare benefici per i territori e per le comunità locali, senza compromettere l’autenticità dei luoghi e delle pratiche culturali.
Specificità territoriali
- ad Aosta la pressione turistica richiede particolare attenzione all’equilibrio tra offerta culturale e qualità della vita dei residenti;
- in Alta Valle il turismo culturale è fortemente intrecciato a quello naturalistico;
- in Bassa Valle emerge il potenziale di itinerari culturali ed enogastronomici integrati.
Criticità ricorrenti
Si segnala il rischio di una programmazione culturale orientata prevalentemente ai visitatori, con una marginalizzazione del pubblico locale. Inoltre si evidenzia la mancanza di strumenti condivisi per valutare l’impatto del turismo culturale sui territori.
Proposte concrete
Si propone una maggiore integrazione tra politiche culturali e turistiche, fondata su criteri di sostenibilità e reciprocità. Si potrebbero sviluppare itinerari e prodotti culturali che valorizzino il patrimonio in modo autentico, distribuendo i flussi e favorendo una fruizione rispettosa dei luoghi. Si suggerisce la necessità di monitorare gli effetti del turismo culturale sulle comunità locali.
Indicazioni di lavoro
Il Capitolo 5 evidenzia come l’intersettorialità rappresenti una leva strategica fondamentale per lo sviluppo culturale della Valle d’Aosta, a condizione che sia governata attraverso strumenti di coordinamento, visione condivisa e rispetto delle specificità dei diversi ambiti. La sfida consiste nel promuovere alleanze stabili e sostenibili, riconoscendo alla cultura un ruolo trasversale ma non subordinato, capace di generare valore pubblico, equilibrio territoriale e sviluppo duraturo.
Abstract
Il capitolo raccoglie e riorganizza un insieme di proposte emerse nel percorso di consultazione che non trovano collocazione univoca nei capitoli precedenti, ma che risultano importanti per il funzionamento complessivo del sistema culturale regionale. Si tratta di leve trasversali, di natura organizzativa, metodologica e strutturale, che riguardano il come si progettano, si sostengono e si governano le politiche culturali. Il capitolo contribuisce a rafforzare l’efficacia delle future Linee strategiche, evidenziando condizioni abilitanti e strumenti operativi.
Quadro generale
Emerge in modo trasversale una forte richiesta di semplificazione amministrativa. Bandi, procedure e adempimenti sono spesso percepiti come complessi, onerosi e poco proporzionati alle dimensioni dei soggetti coinvolti, in particolare per associazioni di piccole dimensioni, gruppi informali e operatori attivi nelle valli laterali.
È inoltre evidenziata la difficoltà, soprattutto per i soggetti meno strutturati, di orientarsi tra le diverse opportunità di finanziamento e di progettazione, con il rischio di una partecipazione diseguale alle politiche culturali.
Specificità territoriali
- in Media e Alta Valle la complessità amministrativa è percepita come uno dei principali ostacoli alla continuità delle attività culturali;
- ad Aosta emerge una maggiore capacità progettuale, ma anche una richiesta di maggiore chiarezza e coordinamento tra i diversi strumenti di finanziamento, programmazione e gestione amministrativa;
- in Bassa Valle è sottolineata la difficoltà di accesso ai bandi per soggetti di piccole dimensioni.
Criticità ricorrenti
La complessità amministrativa rischia di scoraggiare la partecipazione, favorendo sempre gli stessi soggetti e riducendo la diversità e la ricchezza dell’ecosistema culturale.
Proposte concrete
Si propone una semplificazione delle procedure amministrative e una maggiore proporzionalità degli adempimenti richiesti. Si suggerisce di affiancare agli strumenti di finanziamento forme di accompagnamento e supporto progettuale, in particolare per i piccoli soggetti, favorendo un accesso più equo e diffuso alle opportunità offerte dalle politiche culturali regionali.
Quadro generale
Viene richiamato con forza il tema degli spazi culturali, intesi sia come luoghi dedicati sia come patrimoni sottoutilizzati o temporaneamente disponibili. In molti territori ci sono edifici pubblici o spazi non pienamente valorizzati che potrebbero diventare presìdi culturali e sociali.
Gli spazi sono percepiti non solo come contenitori di attività, ma come luoghi di relazione, sperimentazione e costruzione di comunità.
Specificità territoriali
- in Alta Valle, e in parte in Media Valle, gli spazi culturali rappresentano spesso l’unico luogo stabile di aggregazione e socialità per le comunità locali;
- in Media Valle è segnalata la necessità di coordinare l’uso degli spazi tra enti diversi;
- in Bassa Valle emerge l’esigenza di mettere in rete e coordinare spazi culturali esistenti, spesso frammentati tra enti e territori;
- ad Aosta emerge il tema della riconversione e dell’uso temporaneo di spazi esistenti.
Criticità ricorrenti
Si evidenziano rigidità normative e gestionali che rendono difficile l’uso flessibile degli spazi, limitando la possibilità di sperimentazione e di accesso da parte di soggetti diversi.
Proposte concrete
Si suggerisce di promuovere modalità di utilizzo flessibile e condiviso degli spazi culturali, favorendo accordi, convenzioni e forme di gestione collaborativa. Si propone di valorizzare spazi esistenti prima di crearne di nuovi, riconoscendo agli spazi un ruolo strategico come infrastrutture culturali e sociali.
Quadro generale
Il percorso Cantiere Cultura è stato valutato positivamente come occasione di ascolto e confronto e si è sottolineata la necessità che questo dialogo non resti episodico, ma si trasformi in una pratica strutturale delle politiche culturali.
L’ascolto è inteso come un processo bidirezionale e continuativo, che non si limita alla raccolta di istanze, ma prevede momenti strutturati di restituzione, trasparenza sugli orientamenti assunti e un dialogo stabile tra istituzioni e attori culturali.
Specificità territoriali
- in Alta e Media Valle è particolarmente sentita l’esigenza di mantenere canali di dialogo stabili e continuativi con l’amministrazione regionale;
- ad Aosta emerge il bisogno di coordinare e rendere più coerenti i diversi livelli di interlocuzione tra attori culturali e istituzioni;
- in Bassa Valle è sottolineata l’importanza di momenti di confronto territoriale periodici, accompagnati da una chiara restituzione degli esiti.
Criticità ricorrenti
E’ stato evidenziato il rischio che i processi di consultazione restino isolati e non producano effetti visibili nel tempo, alimentando sfiducia e discontinuità.
Proposte concrete
Si propone di istituzionalizzare momenti di ascolto e confronto permanenti, anche in forma leggera e flessibile, che possano accompagnare l’attuazione delle Linee strategiche. Si suggeriscono momenti di restituzione pubblica degli esiti del confronto, delle scelte operate e dello stato di attuazione delle azioni previste, accompagnati da forme di monitoraggio partecipato.
Quadro generale
Emerge trasversalmente una visione della cultura come diritto fondamentale e come servizio pubblico essenziale, al pari di altri ambiti del welfare. La cultura è riconosciuta come fattore di benessere, inclusione e qualità della vita.
Questa prospettiva rafforza l’idea che l’equità territoriale sia una necessità e orienta le politiche culturali verso la responsabilità di garantire l’accesso alla cultura anche ai territori e alle fasce di popolazione oggi meno raggiunti dall’offerta culturale.
Specificità territoriali
- in Alta Valle la cultura rappresenta spesso uno dei principali presìdi di socialità e incontro per le comunità locali;
- in Media Valle è particolarmente valorizzata la dimensione comunitaria e partecipativa della cultura;
- in Bassa Valle emerge l’attenzione al tema dell’equità di accesso e della prossimità dell’offerta culturale tra territori diversi;
- ad Aosta emerge il tema dell’accesso equo e non esclusivo alla cultura, in relazione alla pluralità di offerte, spazi e pubblici presenti in città.
Criticità ricorrenti
L’accesso alla cultura non è sempre garantito in modo uniforme sul territorio, con differenze legate a distanza, costi e disponibilità di offerta.
Proposte concrete
Si suggerisce di assumere l’accesso alla cultura come principio guida delle politiche regionali, integrando la dimensione culturale nelle strategie di welfare e coesione territoriale. Le politiche sarebbero così orientate verso una maggiore equità e prossimità.
Indicazioni di lavoro
Il Capitolo 6 evidenzia come l’efficacia delle politiche culturali non dipenda solo dai contenuti e dalle visioni, ma anche dalle condizioni operative e dagli strumenti che ne rendono possibile l’attuazione. Ciò implica investire in semplificazione, accompagnamento, uso flessibile degli spazi, ascolto permanente e riconoscimento della cultura come servizio pubblico essenziale. Queste leve trasversali rappresentano un fattore chiave per rendere le future Linee strategiche realmente attuabili e inclusive.
Il percorso di consultazione Cantiere Cultura ha restituito un quadro articolato, ricco e plurale del sistema culturale della Valle d’Aosta, mettendo in evidenza la vitalità degli attori coinvolti, la qualità delle esperienze in atto e, al contempo, una serie di criticità strutturali che richiedono risposte strategiche e di lungo periodo. L’ascolto diretto degli operatori culturali, delle comunità e degli attori strategici ha permesso di riconoscere la cultura come infrastruttura fondamentale per lo sviluppo territoriale, la coesione sociale, il benessere e la qualità della vita delle persone.
Le indicazioni emerse non configurano una richiesta di interventi puntuali o emergenziali, ma delineano la necessità di un salto di qualità nelle politiche culturali regionali, fondato su visione condivisa, coordinamento, sostenibilità e capacità di accompagnare i processi nel tempo.
In questa prospettiva, le nuove Linee strategiche del Settore Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta sono chiamate a porsi come strumento di orientamento stabile e condiviso.
Una delle raccomandazioni più rilevanti emerse dal percorso riguarda il riconoscimento della cultura come asse strutturale delle politiche regionali, e non come ambito accessorio o residuale. La cultura è intesa come fattore trasversale, capace di dialogare con educazione, welfare, turismo, ambiente e sviluppo economico, contribuendo in modo determinante alla costruzione di comunità resilienti e inclusive.
Ciò implica assumere la cultura come investimento strategico di lungo periodo, orientando le scelte non solo alla quantità dell’offerta, ma soprattutto alla qualità delle ricadute sociali, educative e territoriali.
Il percorso ha evidenziato la necessità di superare una logica frammentata e fortemente legata all’evento, promuovendo una visione culturale condivisa e una programmazione coerente nel tempo e nello spazio. Le nuove Linee strategiche sono chiamate a fornire una cornice chiara di priorità, criteri e obiettivi, lasciando al contempo spazio alla libertà progettuale, alla diversità dei linguaggi e alla sperimentazione.
Una programmazione orientata al medio-lungo periodo è considerata essenziale per garantire continuità, sostenibilità e capacità di incidere realmente sulle comunità.
Un tema trasversale emerso con forza riguarda la governance del sistema culturale. È emerso il suggerimento di rafforzare il coordinamento tra livelli istituzionali, settori amministrativi e attori del territorio, superando logiche a silos che generano frammentazione e inefficienze.
La Regione è chiamata a rafforzare il proprio ruolo di facilitatore, promotore e regolatore, sostenendo processi di coprogrammazione, strumenti di coordinamento e spazi di confronto strutturati, capaci di valorizzare le competenze diffuse senza appesantire i processi decisionali.
La sostenibilità – territoriale, sociale, economica e professionale – rappresenta una delle principali sfide per il futuro del settore. Il percorso ha messo in evidenza un equilibrio fragile tra volontariato e professionalità, nonché una diffusa richiesta di maggiore riconoscimento del lavoro culturale.
Le raccomandazioni invitano a investire in competenze, formazione continua e strumenti di sostegno adeguati, garantendo condizioni di lavoro più stabili e valorizzando il capitale umano presente sul territorio. In questa prospettiva, la sostenibilità è condizione imprescindibile per la qualità e la credibilità delle politiche culturali.
Il percorso di consultazione ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità del sistema culturale regionale di valutare gli effetti delle politiche e delle azioni intraprese. La valutazione dell’impatto non è intesa come mero adempimento burocratico o come strumento di controllo, ma come processo di apprendimento collettivo, utile a orientare le scelte future e a migliorare la qualità dell’intervento pubblico.
Viene suggerita l’importanza di superare una logica esclusivamente quantitativa, basata sul numero di eventi o di partecipanti, per adottare criteri capaci di cogliere le ricadute culturali, sociali, educative e territoriali delle iniziative. In questa prospettiva, la valutazione è strettamente connessa ai temi della sostenibilità, della continuità e della legacy dei progetti.
La raccomandazione è quella di dotarsi di strumenti di valutazione proporzionati e condivisi, coerenti con le diverse tipologie di intervento e con le dimensioni dei soggetti coinvolti, integrando la valutazione come parte strutturale delle politiche culturali.
L’accesso alla cultura è riconosciuto come diritto fondamentale e come elemento chiave di equità territoriale. Si è posta l’attenzione sulle barriere fisiche, economiche, sociali e simboliche che limitano la partecipazione, in particolare in un territorio montano e diffuso come la Valle d’Aosta.
Le nuove Linee strategiche sono chiamate a rafforzare politiche di prossimità, strumenti di accesso agevolato, integrazione con il sistema educativo e azioni mirate al coinvolgimento dei pubblici locali, assumendo la partecipazione come obiettivo strutturale.
Il percorso ha restituito una domanda chiara di innovazione e sperimentazione, intese non come rottura con il passato, ma come evoluzione consapevole delle pratiche culturali. Sostenere l’innovazione significa riconoscere tempi lunghi, margini di rischio e processi graduali, valorizzando esperienze radicate nel territorio e capaci di dialogare con il contemporaneo.
Parallelamente, emerge la necessità di sviluppare visioni culturali di ampio respiro e progetti cardine in grado di orientare il sistema nel tempo, evitando dispersione di risorse e discontinuità.
Le alleanze tra cultura, natura, turismo, welfare ed educazione rappresentano una delle principali opportunità per uno sviluppo sostenibile e integrato. Viene sottolineato tuttavia che tali intrecci devono essere governati con attenzione, evitando approcci estrattivi o strumentali.
Le raccomandazioni invitano a promuovere alleanze equilibrate e basate sulla reciprocità, riconoscendo alla cultura un ruolo paritario nei processi intersettoriali e valorizzando le ricadute per le comunità locali.
Cantiere Cultura ha dimostrato il valore dell’ascolto come metodo di lavoro. Si sottolinea l’importanza di dare continuità a questo approccio, trasformando il dialogo avviato in una pratica strutturale di confronto, restituzione e monitoraggio.
Le nuove Linee strategiche del Settore Cultura potranno così fondarsi su una base condivisa e dinamica, capace di evolvere nel tempo e di accompagnare il cambiamento, mantenendo saldo il legame tra politiche pubbliche, attori culturali e comunità della Valle d’Aosta.
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