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Changes at "5.1. Intersettorialità e coprogrammazione tra politiche pubbliche"

Avatar: Oliverio Gentile Oliverio Gentile

Body (Italiano)

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    Quadro generale
    La cultura interagisce in modo strutturale con numerosi altri ambiti di policy: turismo, ambiente, educazione, politiche sociali, sviluppo economico e coesione territoriale. Questa trasversalità è percepita come una grande opportunità, ma anche come una sfida complessa sul piano della governance.

    È condivisa la consapevolezza che l’intersettorialità non possa essere affidata a iniziative sporadiche, ma richieda strumenti di coprogrammazione, coordinamento e visione condivisa. La cultura è vista come possibile “ponte” tra settori, a condizione che non venga subordinata o ridotta a funzione accessoria.

    Specificità territoriali

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    • ad Aosta emerge il potenziale di integrazione tra politiche culturali, turistiche e sociali, ma anche il rischio di sovrapposizioni e frammentazioni istituzionali;

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    • in Media e Alta Valle l’intersettorialità è spesso praticata in modo informale, attraverso reti locali e collaborazioni di prossimità;

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    • in Bassa Valle è segnalata l’importanza di rafforzare il coordinamento tra enti e territori limitrofi.

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    Criticità ricorrenti
    Si segnala una debolezza strutturale degli strumenti di coordinamento intersettoriale e una difficoltà nel superare le logiche a silos tra assessorati e ambiti amministrativi. È inoltre evidenziato il rischio di caricare la cultura di funzioni che esulano dalle sue competenze, senza adeguate risorse e strumenti.

    Proposte concrete
    Si propone l’attivazione di strumenti stabili di coprogrammazione intersettoriale, capaci di mettere in dialogo politiche culturali, turistiche, educative, sociali e ambientali. Si suggerisce di chiarire ruoli e responsabilità dei diversi attori coinvolti, evitando sovrapposizioni, e di riconoscere alla cultura un ruolo paritario nei processi decisionali, non meramente strumentale.

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    Quadro generale

    La cultura interagisce in modo strutturale con numerosi altri ambiti di policy: turismo, ambiente, educazione, politiche sociali, sviluppo economico e coesione territoriale. Questa trasversalità è percepita come una grande opportunità, ma anche come una sfida complessa sul piano della governance.

    È condivisa la consapevolezza che l’intersettorialità non possa essere affidata a iniziative sporadiche, ma richieda strumenti di coprogrammazione, coordinamento e visione condivisa. La cultura è vista come possibile “ponte” tra settori, a condizione che non venga subordinata o ridotta a funzione accessoria.


    Specificità territoriali

    - ad Aosta emerge il potenziale di integrazione tra politiche culturali, turistiche e sociali, ma anche il rischio di sovrapposizioni e frammentazioni istituzionali;

    - in Media e Alta Valle l’intersettorialità è spesso praticata in modo informale, attraverso reti locali e collaborazioni di prossimità;

    - in Bassa Valle è segnalata l’importanza di rafforzare il coordinamento tra enti e territori limitrofi.


    Criticità ricorrenti
    Si segnala una debolezza strutturale degli strumenti di coordinamento intersettoriale e una difficoltà nel superare le logiche a silos tra assessorati e ambiti amministrativi. È inoltre evidenziato il rischio di caricare la cultura di funzioni che esulano dalle sue competenze, senza adeguate risorse e strumenti.


    Proposte concrete
    Si propone l’attivazione di strumenti stabili di coprogrammazione intersettoriale, capaci di mettere in dialogo politiche culturali, turistiche, educative, sociali e ambientali. Si suggerisce di chiarire ruoli e responsabilità dei diversi attori coinvolti, evitando sovrapposizioni, e di riconoscere alla cultura un ruolo paritario nei processi decisionali, non meramente strumentale.

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