Changements sur "1.1. Visione strategica e programmazione culturale"
Corps du texte (Italiano)
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Questioni generali
Emerge con forza l’esigenza di una visione strategica della cultura capace di andare oltre la somma di singole iniziative o settori. Tale visione è chiamata a definire il come e il perché dell’azione pubblica in ambito culturale, senza interferire con le poetiche, le libertà espressive e le specificità progettuali degli operatori.La Valle d’Aosta è descritta come un territorio di identità plurali, caratterizzato da una stratificazione di patrimoni, lingue, culture e pratiche (“valdostanità” al plurale). Questa pluralità rappresenta un punto di forza ma richiede una narrazione aggiornata e dinamica, capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, evitando sia la musealizzazione dell’identità, sia derive folkloristiche o esclusivamente turistiche.
Un tema ricorrente è la criticità dell’iper-calendarizzazione e della concentrazione temporale e territoriale dell’offerta culturale. In particolare:
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ad Aosta e in Bassa Valle si segnala il rischio di “eventificio”, con sovrapposizioni che saturano il pubblico locale;
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in Media e Alta Valle emerge invece l’esigenza di una maggiore continuità e riconoscimento delle iniziative diffuse nel corso dell’anno.
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La mancanza di una programmazione coordinata nel tempo e nello spazio genera squilibri, riduce l’efficacia degli investimenti pubblici e limita la capacità della cultura di incidere in modo duraturo sulle comunità.
Proposte concrete
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Definire le Linee strategiche regionali come cornice di orientamento e indirizzo, capaci di esplicitare priorità, criteri e obiettivi dell’azione pubblica senza entrare nel merito delle scelte artistiche.
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Promuovere una programmazione culturale distribuita nel tempo, incentivando la destagionalizzazione e la continuità dell’offerta lungo tutto l’arco dell’anno.
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Favorire percorsi culturali tematici e pluriennali, capaci di generare approfondimento e ricadute durature, in alternativa a eventi isolati.
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Adottare una pianificazione per aree territoriali omogenee (Aosta, Bassa, Media, Alta Valle), calibrando strumenti e risorse in modo differenziato.
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Questioni generali
Emerge con forza l’esigenza di una visione strategica della cultura capace di andare oltre la somma di singole iniziative o settori. Tale visione è chiamata a definire il come e il perché dell’azione pubblica in ambito culturale, senza interferire con le poetiche, le libertà espressive e le specificità progettuali degli operatori.
La Valle d’Aosta è descritta come un territorio di identità plurali, caratterizzato da una stratificazione di patrimoni, lingue, culture e pratiche (“valdostanità” al plurale). Questa pluralità rappresenta un punto di forza ma richiede una narrazione aggiornata e dinamica, capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, evitando sia la musealizzazione dell’identità, sia derive folkloristiche o esclusivamente turistiche.
Un tema ricorrente è la criticità dell’iper-calendarizzazione e della concentrazione temporale e territoriale dell’offerta culturale. In particolare:
- ad Aosta e in Bassa Valle si segnala il rischio di “eventificio”, con sovrapposizioni che saturano il pubblico locale;
- in Media e Alta Valle emerge invece l’esigenza di una maggiore continuità e riconoscimento delle iniziative diffuse nel corso dell’anno.
La mancanza di una programmazione coordinata nel tempo e nello spazio genera squilibri, riduce l’efficacia degli investimenti pubblici e limita la capacità della cultura di incidere in modo duraturo sulle comunità.
Proposte concrete
- Definire le Linee strategiche regionali come cornice di orientamento e indirizzo, capaci di esplicitare priorità, criteri e obiettivi dell’azione pubblica senza entrare nel merito delle scelte artistiche.
- Promuovere una programmazione culturale distribuita nel tempo, incentivando la destagionalizzazione e la continuità dell’offerta lungo tutto l’arco dell’anno.
- Favorire percorsi culturali tematici e pluriennali, capaci di generare approfondimento e ricadute durature, in alternativa a eventi isolati.
- Adottare una pianificazione per aree territoriali omogenee (Aosta, Bassa, Media, Alta Valle), calibrando strumenti e risorse in modo differenziato.
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