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Changements sur "2.2. Patrimoni immateriali, lingue, identità e memoria"

Avatar: Oliverio Gentile Oliverio Gentile

Corps du texte (Italiano)

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    Quadro generale

    Il patrimonio culturale immateriale è riconosciuto come elemento identitario centrale del territorio valdostano. Tradizioni, saperi, pratiche sociali, feste, riti, enogastronomia, musica, artigianato e memoria orale costituiscono un patrimonio vivo, strettamente intrecciato con la storia e con le comunità locali.

    La pluralità linguistica – francese, francoprovenzale, walser – è riconosciuta come una risorsa strategica trasversale, capace di collocare la Valle d’Aosta in una dimensione europea e internazionale. Tale pluralità è percepita come un valore distintivo che richiede politiche culturali attente all’equilibrio tra tutela, valorizzazione e attualizzazione.


    Specificità territoriali

    - in Alta Valle e Media Valle è particolarmente forte il legame tra patrimonio immateriale, memoria e trasmissione intergenerazionale;

    - ad Aosta emerge con maggiore evidenza la sfida dell’inclusione dei nuovi residenti e delle seconde generazioni nelle narrazioni identitarie;

    - in Bassa Valle le tradizioni sono spesso legate a eventi comunitari e a pratiche di socialità condivisa.


    Criticità ricorrenti
    Viene segnalato il rischio di una progressiva perdita della memoria e dei saperi orali, soprattutto in assenza di strategie strutturate di raccolta, archiviazione e trasmissione. È inoltre evidenziata la difficoltà di evitare rappresentazioni stereotipate o meramente folkloristiche delle tradizioni, scollegate dalla vita contemporanea delle comunità.


    Proposte concrete
    Viene riportata la necessità di sostenere processi di documentazione, trasmissione e attualizzazione del patrimonio immateriale, valorizzando il ruolo attivo delle comunità locali e delle associazioni. Si suggerisce di integrare in modo più strutturato lingue e tradizioni nei percorsi educativi e culturali, evitando approcci esclusivamente celebrativi e favorendo invece pratiche vive, partecipate e intergenerazionali.

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    Quadro generale

    Il patrimonio culturale immateriale è riconosciuto come elemento identitario centrale del territorio valdostano. Tradizioni, saperi, pratiche sociali, feste, riti, enogastronomia, musica, artigianato e memoria orale costituiscono un patrimonio vivo, strettamente intrecciato con la storia e con le comunità locali.

    La pluralità linguistica – francese, francoprovenzale, walser – è riconosciuta come una risorsa strategica trasversale, capace di collocare la Valle d’Aosta in una dimensione europea e internazionale. Tale pluralità è percepita come un valore distintivo che richiede politiche culturali attente all’equilibrio tra tutela, valorizzazione e attualizzazione, e strumenti normativi e finanziari dedicati.


    Specificità territoriali

    - in Alta Valle e Media Valle è particolarmente forte il legame tra patrimonio immateriale, memoria e trasmissione intergenerazionale;

    - ad Aosta emerge con maggiore evidenza la sfida dell’inclusione dei nuovi residenti e delle seconde generazioni nelle narrazioni identitarie;

    - in Bassa Valle le tradizioni sono spesso legate a eventi comunitari e a pratiche di socialità condivisa.


    Criticità ricorrenti
    Viene segnalato il rischio di una progressiva perdita della memoria e dei saperi orali, soprattutto in assenza di strategie strutturate di raccolta, archiviazione e trasmissione. È inoltre evidenziata la difficoltà di evitare rappresentazioni stereotipate o meramente folkloristiche delle tradizioni, scollegate dalla vita contemporanea delle comunità.


    Proposte concrete
    Viene riportata la necessità di sostenere processi di documentazione, trasmissione e attualizzazione del patrimonio immateriale, valorizzando il ruolo attivo delle comunità locali e delle associazioni. Si suggerisce di integrare in modo più strutturato lingue e tradizioni nei percorsi educativi e culturali, evitando approcci esclusivamente celebrativi e favorendo invece pratiche vive, partecipate e intergenerazionali.

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