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1.5. Valutazione e misurazione dell’impatto culturale

Questioni generali

La valutazione dell’impatto culturale è indicata come uno degli strumenti chiave per migliorare la qualità delle politiche pubbliche e per rafforzare la trasparenza e la credibilità del sistema culturale. Si converge nel criticare un approccio basato esclusivamente su indicatori quantitativi, come il numero di eventi o di presenze, ritenuti insufficienti a misurare il reale valore delle iniziative culturali.

È condivisa l’esigenza di orientare la valutazione verso le ricadute sul territorio e sulle comunità nel medio-lungo periodo, ponendo l’attenzione su ciò che “rimane” a conclusione di un progetto: relazioni attivate, competenze sviluppate, capitale culturale generato. La valutazione è inoltre riconosciuta come strumento capace di orientare la progettazione stessa, riducendo il rischio di discrezionalità e favorendo una maggiore qualità dell’offerta.

Si segnalano criticità legate alla cumulabilità dei finanziamenti e alla mancanza di criteri differenziati in base alla maturità dei progetti, elementi che possono penalizzare iniziative di valore o scoraggiare percorsi di crescita nel tempo.


Proposte concrete

- Definire criteri di valutazione condivisi e trasparenti, in grado di orientare la progettazione e la selezione delle iniziative fin dalle fasi iniziali.

- Introdurre parametri differenziati in base alla storicità dei progetti, riconoscendo fasi di avvio, consolidamento e maturità e adattando di conseguenza le aspettative.

- Adottare un approccio di valutazione evolutiva, orientato alla ricaduta duratura nel tempo e  alla capitalizzazione dei risultati.

- Integrare la valutazione con sistemi di monitoraggio di medio-lungo periodo, capaci di restituire l’impatto reale delle politiche culturali sulle comunità e sui territori.


Indicazioni di lavoro

Le Linee strategiche del Settore Cultura potranno fondarsi su una visione di lungo periodo, su strumenti di governance condivisa e su un approccio integrato alla sostenibilità e alla valutazione. Ciò implica la necessità di rafforzare il ruolo della Regione come soggetto facilitatore e regolatore, investendo in coordinamento, criteri chiari e strumenti capaci di rendere la cultura un asse strutturale dello sviluppo regionale, in grado di generare valore pubblico, coesione territoriale e benessere duraturo.

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